lunedì 20 maggio 2013
Juve-Higuain, altro contatto: si accelera
Beppe Marotta , tutto sommato, l’aveva fatto capire: «In questo periodo parliamo con tanti procuratori...», la rivelazione dell’altra sera a Marassi prima di Sampdoria-Juventus. Così coloro che si aspettavano novità sul destino di quel “mattacchione” di Carlitos Tevez , dovranno aspettare. Perché ieri, domenica di bocce ferme sul campo ma con i fili del telefono in ebollizione, il club bianconero - per dirla alla moda degli Stadio - ha stabilito un contatto (ulteriore) per Gonzalo Higuain col Real Madrid, ancora scosso dal patatrac nel derby con l’Atletico in finale di Coppa del Re, ma che non per questo ha congelato i movimenti di mercato. In una conversazione notturna via cellulare, dunque, la società campione d’Italia e la vicecampione di Spagna sono tornate a parlarsi dopo una leggera pausa dovuta non certo a una complicazione dei rapporti, bensì all’attesa che gli impegni ufficiali decisivi dei merengues fossero terminati. Ora sì, dunque: è arrivato il momento giusto, eccola la settimana più o meno determinante per capire quanto il Pipita possa realmente accostarsi alla prospettiva bianconera. E quanto il Real sia davvero interessato a elementi quali Andrea Pirlo , Arturo Vidal e Stephan Lichtsteiner.
Lodi un po’ più vicino: continuano i sondaggi
Se Andrea Pirlo continua a giocare come ha fatto in questi due anni non ci saranno problemi. Ma se il Fenomeno bianconero dovesse incontrare dei problemi la Juventus andrebbe in difficoltà. Ecco perchè Beppe Marotta sta cercando un giocatore che in qualche modo gli somigli. Il prescelto, almeno sulla carta, è Francesco Lodi , 31 anni, regista del Catania. Un centrocampista che ragiona con la testa prima di usare i piedi. E il catanese ha queste caratteristiche. Non solo. E’ specialista nelle punizioni, mette in mezzo il pallone con grande facilità. Insomma, non è Pirlo ma è uno che potrebbe sostituire l’ex rossonero in caso di necessità. Visto che la prossima stagione sarà lunga e ristretta ci sarà bisogno di tutti: Pirlo comincerà la preparazione in ritardo perchè con i suoi copmpagni parteciperà alla Confederation Cup in Brasile e con Lodi la squadra potrebbe cominciare senza cambiare sistema. E, di conseguenza, il regista di Conte prepararsi bene e con calma. I conti tornano, no?
CONTATTI Intanto continuano i contatti. Anche in queste ore. Non Marotta, forse una persona vicina a Paratici . Però si è parlato. Il Catania è disposto a cedere il suo giocatore più rappresentativo. A Maran , inoltre, intrigano i giovani Beltrame e Padovan . Più Immobile . Tre giocatori su cui si può costruire la trattativa. La valutazione del regista catanese si aggira sui sette milioni. Per la Juve sono 5-6 mentre per Pulvirenti almeno due o tre in più. E’ il gioco delle parti.
Fonte: Tuttosport (estratto dall'articolo a firma di Camillo Forte)
domenica 19 maggio 2013
Juve, Conte: “Nessun problema con la società. Mercato? Da domani…”
Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto l’allenatore della Juventus Antonio Conte dopo la sconfitta subita in casa della Sampdoria: “Quest’anno la Sampdoria è riuscita a fare 6 punti contro di noi, ma resta un po’ di amaro in bocca perché tra andata e ritorno meritavamo di più. Siamo stati poco fortunati e anche poco bravi a sfruttare le occasioni. E’ stata una sconfitta indolore perché i record non potevano essere raggiunti, però almeno così il livello per l’anno prossimo sarà più basso. Questi ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario per il sacrificio e l’abnegazione che ci hanno messo, parlare di mercato non è rispettoso nei loro confronti. Da domani la società inizierà a fare le sue valutazioni”. Su Bendtner: “Dispiace perché è stato molto sfortunato quest’anno. Ha avuto un distaccamento del tendine nella zona pubica, oggi è tornato a giocare e si è rifatto male. Gli auguro ogni bene perché è un bravo ragazzo e un ottimo calciatore”. Sul suo futuro: “Non c’era niente che dovesse essere fatto per convincermi, c’era solo da sedersi e confrontarsi sulle scelte da fare per la prossima stagione. Non c’è stato nessun problema. Io su un’altra panchina? Siamo dei professionisti, non posso dire di non andare sulla panchina di un’altra italiana perché se un domani la Juve mi manda via potrei andare solo all’estero. Ho dato tanto alla Juve ma anche nelle altre squadre dove ho allenato”.
Andrea Agnelli, tre anni da Presidente
«In 90 anni la mia famiglia ha vinto 30 scudetti, uno ogni tre stagioni». E’ stato Andrea Agnelli a ricordarlo, con giustificato orgoglio, all’inaugurazione della mostra al J-Museum dedicata al lungo “matrimonio” tra la sua Famiglia e la Juventus. Una media straordinaria che, è giusto ricordare, è stata raggiunta anche grazie a lui e ai due campionati conquistati, nei tre anni sotto la sua guida.
Andrea divenne presidente della Juventus esattamente tre anni fa, il 19 maggio 2010, quando il Consiglio di Amministrazione ratificò la sua nomina. Trovò una squadra in difficoltà, reduce da un settimo posto, e una società che aveva bisogno di interventi profondi e radicali.
Oggi ha già festeggiato il suo secondo scudetto consecutivo, una Supercoppa Italiana e i successi sul campo sono andati di pari passo con quelli imprenditoriali: lo stadio, il J-College, il museo, il progetto di riqualificazione dell’area della Continassa... Ricordarli è piacevole e doveroso, anche se, come ama ripetere il Presidente, «il trionfo più bello sarà il prossimo».
Autobiografia Buffon : "L’infortunio che poteva cambiarmi la vita e i dissapori con il club"
Fonte: Corsera - Gianluigi Buffon (estratto da "Gigi Buffon - Numero 1")
Sampdoria-Juve, prendiamoci l’ultima rivincita.
Se ripenso alla fatica che in questi 7 anni abbiamo dovuto fare per risalire la china, smascherare la verità nascosta tra le sentenze processuali che hanno costretto tanti, tantissimi di noi tifosi juventini ad improvvisarsi “avvocati” per studiare leggi e carte che ben poco hanno a che fare con un campo di calcio, talvolta alternando l’ironia che ormai ci contraddistingue, alla “competenza” nei giudizi e nella valutazione delle situazioni, che abbiamo acquisito in questi anni difficili in cui di tutto è successo, mi si accappona la pelle. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo cresciuti, siamo migliorati, sentiamo di essere Campioni d’Italia anche noi tifosi. Oggi più di prima, più che mai. Ce l’abbiamo fatta anche a riconfermarci e a riprenderci, di diritto, ciò che era nostro. In 7 anni. Molto del lavoro, svolto a tempo di record negli ultimi 2, quasi per caso, ad essere sinceri. Perché ogni ciclo che si rispetti nasce sempre per caso per poi crescere, evolvere, seguire un’ ordine ben preciso di tutte le tappe preposte affinchè si realizzi. E questa Juve le tappe le ha persino bruciate, vogliosa di tornare presto alla vittoria. Le ha bruciate con l’organizzazione, col gruppo, con la serietà, con la competenza. Con gli ingredienti che elenchiamo da due anni a questa parte. Peccato per il record, che sarebbe stato degna ciliegina sulla torta bianconera: ma va bene anche così, non si può una stagione per una questione di numeri, quelli lasciano il tempo che trovano ma fungono da stimolo per fare sempre meglio. È giusto che ad alzare la Coppa sia stato l'ultimo dei samurai della Juve, Buffon, uno che nel 2006 é sceso in B da Campione del Mondo. Seconda Coppa alzata al cielo, nel gioioso delirio dello Juventus Stadium, da Capitano. Sfatato anche il tabù di chi, vincendo il Trofeo Berlusconi, non vince il Campionato.
Pogba a l'Equipe: "Non ho ancora fatto nulla. Nemmeno se vincessi il Pallone d'Oro sarei qualcuno"
E' stato il giocatore rivelazione della stagione bianconera. Paul Pogba, arrivato la scorsa estate da Manchester, non ci ha messo molto per conquistare i tifosi e ritagliarsi un ruolo di primo piano nello scacchiere di Antonio Conte. Il ragazzo, oltre al talento, dimostra anche di avere la testa sulle spalle. Nonostante abbia appena vinto il suo primo titolo, nonostante abbia esordito con la maglia della Nazionale Francese, sa che questi sono punti di partenza e non punti d'arrivo. Paul è ben cosciente del fatto che dovrà sudare e lavorare ancora di più per confermarsi a grandi livelli e migliorarsi ancora. Il difficile non è fare bene una stagione, ma ripetersi e dare continuità, negli anni, alle proprie prestazioni. Il talento di Le Havre dimostra di avere l'umiltà giusta e le idee chiare. Ecco quanto ha dichiarato in una intervista al quotidiano francese l'Equipe, tradotta in esclusiva da tuttojuve.com.
"Ancora non ho fatto nulla e non sono nessuno. Oggi come oggi, non posso dire di essere il migliore, ma posso dire che voglio diventare il migliore e che farò di tutto per diventare tale. Per questo motivo, devo rimanere umile e continuare a lavorare. Poi, se non riuscirò a raggiungere questo mio obiettivo, pazienza, ma voglio dire a tutti che questo è il mio traguardo: diventare il numero uno. E oggi devo anche dire alla gente che non sono nessuno e non sarei nessuno nemmeno se vincessi il Pallone d'Oro in quanto c'è qualcuno che già ne ha vinti quattro..."
tuttojuve.com
Iscriviti a:
Post (Atom)

















